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IVREA - La riorganizzazione di Konecta SpA, che riguarda oltre 1000 lavoratori e prevede l’accorpamento delle sedi piemontesi con la chiusura di Ivrea e Asti, è stata all'ordine del giorno della discussione politica in Consiglio Regionale.

«Il prossimo 22 dicembre è previsto un tavolo di confronto presso il Ministero del Lavoro tra sindacati e azienda» ha dichiarato l’assessore Gian Luca Vignale, nel corso del question time, in risposta a due interrogazioni in merito ai problemi occupazionali derivanti dallo spostamento di due sedi. Vignale ha precisato, leggendo la risposta preparata dall’assessore Elena Chiorino, che «l’esito dell’incontro del 22 dicembre sarà un passaggio fondamentale per avere elementi concreti e aggiornati. Per tale ragione riteniamo opportuno programmare successivamente ulteriori incontri, così da poter lavorare su basi condivise e con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete nell’ambito delle competenze regionali. Confermiamo altresì che sono in corso interlocuzioni nel merito con i sindaci di Ivrea e Asti».

«I lavoratori di Konecta e le loro famiglie non sono soli - commenta Sergio Bartoli - la risposta della Giunta al mio question time conferma che la Regione ha rafforzato il proprio impegno su questa vertenza, assumendo un ruolo attivo di accompagnamento e tutela. Spostare la sede di lavoro di un numero così rilevante di dipendenti ha una ricaduta concreta sulla qualità della vita delle persone, sulle loro famiglie e sull’intero territorio. Per molti lavoratori affrontare quotidianamente lunghi spostamenti verso il capoluogo significa rinunciare ad attività sociali e di volontariato, con un conseguente impoverimento del tessuto comunitario locale, già fortemente sotto pressione».

«La presenza della Regione, ribadita oggi in Aula - conclude Bartoli - rappresenta un elemento fondamentale di tutela per i lavoratori e per gli enti locali. Continuerò a seguire con attenzione questa vicenda affinché si costruiscano soluzioni equilibrate, capaci di difendere il lavoro e il territorio, nel rispetto delle legittime esigenze dell’azienda».

«La notizia della convocazione di un tavolo di confronto con i vertici di Konecta SpA rappresenta un piccolo passo avanti, così come l’interlocuzione nel merito tra la Regione Piemonte ed il sindaco di Ivrea, che si è immediatamente attivato dopo l’annuncio della chiusura della sede cittadina di quella che fu la Comdata. Seguiremo con attenzione lo sviluppo della situazione, perché bisogna fare tutto il possibile per scongiurare un ulteriore impoverimento dell’economia canavesana». Lo afferma il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd), che ha presentato sulla questione Konecta SpA un’interrogazione a Palazzo Lascaris. «Sosterremo la battaglia dei sindacati, perché non è pensabile che i 700 lavoratori della sede di Ivrea siano costretti a scegliere il trasferimento a Torino, affrontando i costi di spostamento a fronte di stipendi molto esigui - ha concluso Alberto Avetta Non possiamo credere che un player internazionale come Konecta SpA, che vanta importanti clienti, sia costretta ad accorpare Ivrea ed Asti con Torino e non possa proporre un piano industriale meno impattante sul nostro territorio e soprattutto più rispettoso dei lavoratori e delle loro famiglie».