IVREA - Si è tenuto in Sala Dorata il collegamento con la municipalità di Beit Ummar, città palestinese situata a undici chilometri a nord-ovest di Hebron, per il progetto di gemellaggio «Un ponte per Beit Ummar», alla presenza del sindaco Chiantore, della vicesindaca Dal Santo, dell’assessore Comotto e delle associazioni partner. Avviata nel dicembre 2024, la campagna ha visto un’ampia partecipazione di cittadini e associazioni del territorio, consentendo - in collaborazione con l’Ong Vento di Terra - la realizzazione di una cisterna per l’accumulo dell’acqua nella città palestinese gemellata con Ivrea, pensata per garantire continuità nell’accesso idrico anche in caso di interruzioni dell’acquedotto.
Grazie alla sinergia tra la raccolta fondi di Ivrea (11.910 euro) e l’impegno della municipalità locale (17.500 euro), è stato realizzato un serbatoio idrico da 200 metri cubi. L’opera garantisce l’erogazione di acqua potabile anche nei momenti di emergenza e interruzione della rete.
Viene garantita l'acqua a 13 scuole, 5 incubatori neonatali, un centro sanitario e il centro sportivo. E' stato poi garantito supporto a 70 famiglie in condizioni di fragilità e marginalità. Il serbatoio è situato in “Zona A”, area sotto autorità palestinese. Oltre all'infrastruttura, sono stati destinati 650 euro all’organizzazione di centri estivi, offrendo momenti di svago e formazione a circa cento bambini. «L’amministrazione ringrazia la cittadinanza e le realtà associative per aver reso possibile questo importante traguardo di cooperazione internazionale», fanno sapere da palazzo civico. Il collegamento con Beit Ummar è stato un momento di restituzione e condivisione che ha dato forma concreta a un impegno collettivo di solidarietà.











