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STRAMBINELLO - Ponte Preti? I soldi sono (al momento) spariti e non arrivano risposte. A pochi giorni dal termine ultimo per tentare di appaltare i lavori, ancora nessuna novità dal Ministero dei trasporti. L'attesa «lista» delle opere finanziate del vecchio decreto ponti non è stata ancora stilata nonostante le rassicurazioni dello scorso mese di marzo. Sono passati sei mesi…

«Il 16 maggio scorso avevo depositato un’interrogazione con la quale chiedevo alla Giunta regionale aggiornamenti sulla situazione dei ponti piemontesi, e quindi del Ponte Preti, e sulla graduatoria ministeriale di cui nessuno ha più notizie - dice in merito il consigliere regionale Pd, Alberto Avetta - in particolare, chiedevo alla Giunta regionale di aggiornarci sull’esito presso il Ministero della manifestazione d’interesse trasmessa da Città Metropolitana di Torino. Oggi, a distanza di quattro mesi, finalmente la Giunta Cirio ha risposto. Dicendo di aver chiesto informazioni alla Città Metropolitana...».

Anziché interpellare il Ministero, la Regione ha chiesto alla Città metropolitana: «Il problema oggi è sapere se e quando il Ministero pubblicherà la graduatoria sui ponti ammessi al finanziamento, elenco che avrebbe dovuto veder la luce entro lo scorso mese di aprile - sottolinea Avetta - anche per garantire un lasso di tempo indispensabile alla Città Metropolitana per concludere le progettazioni entro il prossimo 31 dicembre 2025. Se e quando il Ministero delle Infrastrutture approverà la graduatoria sarà comunque troppo tardi per concludere i progetti, visto che il 31 dicembre ormai incombe. Insomma, dopo la passerella del presidente Cirio sul Ponte Preti e finiti i festeggiamenti per aver scongiurato il definanziamento di un’opera infrastrutturale così importante per il territorio canavesano, la Giunta regionale torna a praticare la tattica dell’opossum, evitando di porre domande scomode agli amici dei Ministeri romani. Stando così le cose mi pare tanto l’ennesima presa in giro nei confronti degli amministratori e dei cittadini che si erano mobilitati per evitare lo scippo di risorse».