Sono di nuovo a rischio licenziamento i 120 lavoratori della Comital-Lamalù, le aziende gemelle di Volpiano ormai chiuse da mesi. Nonostante le rassicurazioni del ministro Luigi Di Maio, che lo scorso 31 ottobre, a Torino, aveva annunciato un emendamento al "decreto urgenze" per garantire ai lavoratori almeno la cassa integrazione, la circolare attuativa di quello specifico emendamento manca ancora all'appello.  

«Lunedi scadono i termini - dice Julia Vermena della Fiom Torino - quindi i lavoratori Comital rischiano di essere licenziati. Sono lavoratori già senza stipendio da giugno». La sindacalista si rivolge direttamente a Di Maio: «Ci ha assicurato che non ci sarebbero stati problemi ad avere la cassa integrazione. Dopo quell'incontro lei e i suoi collaboratori siete svaniti come neve al sole: non può pensare di dire e non fare illudendo i lavoratori (di cui molti vostri elettori). Ora ha solo tre giorni per risolvere il problema e mantenere le promesse. Faccia e rispetti le cose che ha detto».

Lunedì i curatori fallimentari, che vogliono mettere nuovamente in vendita le aziende, saranno costretti ad aprire la procedura di licenziamento. Nel pomeriggio, alle 15 in Regione, ci sarà un nuovo incontro. Se licenziati, i 119 lavoratori riceveranno la Naspi, ovvero l'indennità di disoccupazione.

«In relazione alla vicenda Comital – dichiara l’assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Gianna Pentenero – lunedì scadono i termini della procedura di licenziamento collettivo ed è necessario, alla luce del quadro normativo delineato in seguito all’approvazione del cosiddetto Decreto Genova, fare il punto della situazione, verificando l’applicabilità, garantita dal Governo nell’incontro di fine ottobre in Regione, della cassa integrazione per cessazione ai lavoratori delle due aziende».

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