Un emendamento al «decreto Genova», in discussione in queste ore in Parlamento, permetterà l'accesso alla cassa integrazione dal 29 settembre ai lavoratori di Comital e Lamalù, le due aziende di Volpiano ormai fallite. Con l'auspicio che entro un anno si trovi qualcuno disposto a rilevare le attività. Questa mattina in ministro del lavoro, Luigi Di Maio, ha assicurato una soluzione positiva al caso Comital. Soluzione non definitiva, ovviamente, ma che darà un anno di tempo per trovare qualcuno disposto a prendersi le due aziende di Volpiano.

«È importante che tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, attraverso i loro esponenti in Piemonte e insieme alle organizzazioni sindacali, abbiano mantenuto alta l'attenzione sulla vicenda Comital - dice il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne - ringrazio il governo perché è intervenuto adottando un provvedimento normativo; entreremo nel dettaglio al momento della pubblicazione del decreto e delle circolari ministeriali ma, come è stato spiegato, la soluzione adottata, pur lasciando scoperto il periodo da giugno a settembre 2018, consente ai lavoratori di usufruire della cassa integrazione per un anno a partire da ottobre 2018; in tal senso è stato fatto ciò che era possibile fare».

«Ringraziamo il governo per l’attenzione prestata al caso Comital/Lamalù e per la soluzione prospettata sul fronte degli ammortizzatori sociali, contenuta, come noto, in un emendamento che dovrebbe essere approvato nelle prossime ore - aggiungono il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, e l’assessore al lavoro Gianna Pentenero - nturalmente il problema di fondo resta quello di trovare un investitore interessato a rilevare il sito industriale, garantendo il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali. L’impegno della Regione Piemonte continuerà quindi a essere massimo sia su questo fronte, sia nel vigilare affinché l’emendamento arrivi correttamente fino al termine dell’iter parlamentare. E se dovessero esserci ancora questioni aperte, chiederemo ai parlamentari piemontesi e allo stesso Ministro Di Maio di introdurre gli eventuali aggiustamenti».

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