Gianni Cena, salassese e appassionato di Birdwatching, ha catturato, con il proprio obiettivo, una specie decisamente inusuale in Canavese. A Sant'Antonio di Castellamonte, infatti, la sua Nikon D750 con teleobiettivo Sigma Sport 600mm, ha certificato la presenza di un rarissimo Ibis Eremita. Le immagini, che trovate sotto, sono state scattate mercoledì 19 settembre.
 
Si tratta di un uccello pelecaniforme della famiglia dei Treschiornitidi, una specie ritenuta estinta a fine 800 e che attualmente vive soltanto in alcune zone del Marocco mentre i pochi esemplari presenti in Europa sono stati allevati in cattività nel tentativo di farli riprodurre e reintrodurli nel loro habitat naturale per ripopolare la specie; questo individuo faceva parte di un gruppo  che ogni anno viene 'guidato' da un parapendio a motore lungo le rotte delle migrazioni dal nord al sud dell'Europa, con la speranza che gli uccelli (che arrivano da diversi zoo del mondo) possano tornare a popolare i cieli europei e migrare in libertà.

Lo stormo è partito il giorno di Ferragosto dal lago di Costanza con l'obiettivo di raggiungere il clima mite dell'oasi di Orbetello dove gli ibis si tratterranno per svernare fino alla prossima primavera ma purtroppo durante il sorvolo due esemplari si sono smarriti: il primo, soprannominato Lancillotto, è stato ritrovato presso l’aeroporto di Levaldigi in provincia di Cuneo. Del secondo (soprannominato il “Capitano”) invece se ne sono perse le tracce fino a qualche giorno fa quando è stato segnalato prima in Val Susa e poi a Bussoleno. «Mercoledì sono stato contattato da alcuni amici del gruppo Torino Birdwatching che mi avvertivano della sua presenza a Castellamonte e dopo aver girovagato per ore sono riuscito ad identificarlo e a fotografarlo nelle vicinanze di una cascina a San Antonio di Castellamonte», spiega Gianni Cena.

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