CANAVESE - Malato forse no, convalescente sicuramente si. Il torrente Orco è lo specchio del momento delicato che stanno vivendo i corsi d'acqua in tutto il Piemonte. Portata minima in pianura, problemi per l'agricoltura e difficoltà a garantire il deflusso minimo. Tra Rivarolo e Feletto, territorio al quale fanno riferimento le immagini di questo articolo, il torrente è ridotto a un ruscello che, in molte zone, sembra non scorrere nemmeno verso valle. Giusto oggi la Coldiretti ha chiesto alla Regione Piemonte di riconoscere lo stato di emergenza per i corsi d'acqua; l'altro ieri il sindaco di San Benigno Canavese, proprio parlando del torrente Orco, ha inviato una lettera a tutti gli enti coinvolti per intervenire su una situazione che rischia di diventare drammatica.
«Ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità più evidenti sulle portate dei corsi d’acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili - dice Arpa nel suo report aggiornato al 13 luglio 2026 - l’indice sintetico di siccità evidenzia condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Non si osservavano questi valori dell’indice dal 2022. La situazione è determinata principalmente dalla scarsità di neve residua in quota e dalle portate ridotte del reticolo idrografico».
Anche la prima decade di luglio si conferma con un deficit di pioggia di circa il 50%. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano più contenuti. Nell’ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccità meteorologica in atto.
Le temperature del mese sono state marcatamente superiori alla media del periodo, con un’anomalia termica regionale di +3,5 gradi, giugno 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno più caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa.
«La situazione idrologica attuale, pur avendo una genesi in parte diversa dalla siccità del 2022 (evento raro nato per mancanza di precipitazioni già nella seconda metà del 2021) presenta segnali di attenzione importanti ed una disponibilità idrica al mese di luglio del tutto paragonabile. Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilità superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virtù di previsioni per le prossime settimane sempre nel solco di una estate secca e calda», sottolinea Arpa Piemonte.













