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CASTELLAMONTE - Le innumerevoli missioni umanitarie che l'associazione canavesana «La Memoria Viva» ha portato a termine in territorio ucraino dall'inizio della guerra racchiuse in un docu-film visibile su RaiPlay. La pellicola, coprodotto da La Memoria Viva insieme alla Rai, si chiama «Una candela nel buio» e racchiude i volti e le testimonianze di chi si è ritrovato senza colpa sulla linea di un fronte di un conflitto bellico. Racconta la condizione delle persone costrette a lasciare le proprie case nelle zone di maggior tensione in Ucraina e di chi in Italia ha organizzato missioni capillari per aiutare le popolazioni di queste comunità.

«Una candela nel buio» nasce dall’impegno di Roberto Faletti con la direzione di Elso Merlo, già regista del documentario «70072 – La bambina che non sapeva odiare». «Ci sono momenti in cui le parole non bastano. C’è solo l’azione - spiegano da La Memoria Viva sulla pagina ufficiale social del sodalizio - Questo documentario è la fotografia esatta di tutto ciò che abbiamo fatto, e che speriamo di continuare a fare, finché ci sarà questa maledetta invasione in Ucraina. Questo video è la nostra testimonianza più preziosa, l'unico strumento per far capire lo straziante dolore del popolo ucraino e l'impegno instancabile di Memoria Viva. Grazie di cuore a chi ci ha sostenuto e a chi continuerà a farlo. L'Ucraina ha ancora bisogno di noi. Noi non la lasceremo sola».

Attraverso testimonianze importanti raccolte da vicino al conflitto, il documentario restituisce uno sguardo umano sulle conseguenze della guerra sulla popolazione civile dell’Ucraina e sulla rete di solidarietà che da Castellamonte opera dall’inizio della guerra di aggressione nelle zone più vulnerabili del Paese. Anziani, disabili, malati e famiglie spesso senza acqua, elettricità e medicinali. La musica e la cura delle immagini del documentario sono affidate a Serenella Zedda, il cui lavoro contribuisce a costruire un linguaggio visivo e sonoro capace di accompagnare con rispetto e intensità le storie dei protagonisti.

La realizzazione dell’opera è stata possibile anche grazie alla co-produzione della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, che l’associazione Memoria Viva ringrazia per il sostegno e per aver contribuito a rendere accessibile al pubblico un racconto di forte valore civile, umano e documentario. «C’è un’emozione immensa e un orgoglio infinito per quello che siamo riusciti a fare come piccola Comunità: 82 missioni sulle linee del fronte racchiuse in 54 minuti di immagini - aggiungono da La Memoria Viva - Questo documentario è la dimostrazione di ciò che le persone umili e semplici possono fare se credono davvero in un obiettivo. Non lo abbiamo fatto per autoelogiarci o mostrare quanto siamo bravi, ma per sensibilizzare e dare uno spaccato reale della sofferenza del popolo ucraino. Davanti alla guerra non ci si può voltare dall'altra parte. Tutto questo è stato possibile grazie alla professionalità di Elso Merlo e di Serenella Zedda e all'interessamento fondamentale di alcuni amici speciali dell'associazione».

Proprio per ringraziare chi ha aiutato concretamente il sodalizio, guidato da Roberto Falletti, sulla pagina Facebook de La Memoria Viva in questi giorni compariranno i volti che hanno caratterizzato la missione: «Non ci stanno tutti nelle foto, ma vogliamo che sappiate una cosa dal profondo del cuore: anche se non vi vedete in queste fotografie, vi portiamo tutti ad uno ad uno nei nostri cuori. Se questo documentario oggi è realtà - concludono dall'associazione - è solo grazie alla vostra immensa bontà».