Galleria fotografica

CANAVESE - Utilizzano uno stile energico e curato e vantano un repertorio folk rock di matrice Celtica formato in gran parte da brani strumentali, principalmente tradizionali scozzesi ed irlandesi, rivisitati secondo una nuova chiave di lettura. Sono i Boira Fusca, apprezzata band alto canavesana nata nel settembre del 2015. Mauro Biasio (Batteria e voce), Matteo Pecchenino (Tastiera e fisarmonica), Elisabetta Bosio (Violino acustico ed elettrico), Gilberto Rapelli (Chitarra acustica ed elettrica) e Simone Zamuner (Basso e cori) hanno da poco pubblicato il loro nuovo album: «Baravantan».

«La lavorazione è durata poco più di un anno, circa quattordici mesi - spiegano i Boira Fusca - Le registrazioni e la produzione sono state portate avanti parallelamente all’attività concertistica, richiedendo una gestione attenta del tempo e delle energie. Il disco ha inoltre richiesto una cura particolarmente meticolosa, dato che siamo estremamente esigenti... Un impegno importante, ma che riteniamo pienamente ripagato dal risultato finale».

Da dove nasce «Baravantan», termine piemontese che dà il nome all'LP? «Ci ha colpito sia il significato sia la musicalità della parola, che richiama le nostre radici: abbiamo sempre un occhio di riguardo nei confronti della nostra terra - racconta Mario Biasio - “Baravantan” indica una persona eccentrica, con la testa fra le nuvole, un po’ stravagante: una definizione che rispecchia perfettamente lo spirito che volevamo imprimere all’album».

Che brani racchiude? Quali musicalità incontreranno i vostri fan ascoltandolo? «L’album è volutamente variegato: alterna brani cantati e strumentali, momenti energici e altri più introspettivi - aggiungono dall'affiatata band - Nonostante la diversità delle tracce, il filo conduttore stilistico è ben presente e rappresenta una fotografia fedele di ciò che siamo oggi. I primi riscontri sono stati molto positivi, e questo ci rende particolarmente orgogliosi. (Per chi lo desiderasse, è possibile ordinare copia del disco tramite il nostro sito ufficiale www.boirafusca.com)».

C'è un ringraziamento speciale che va fatto da parte vostra per «Baravantan»? «Il primo grazie è rivolto a tutte le persone che ci hanno seguito e sostenuto in questi anni - concludono i Boira Fusca - Un ringraziamento speciale va anche agli operatori del settore che abbiamo incontrato lungo il percorso e che hanno contribuito a renderlo possibile. Infine, desideriamo citare e ringraziare gli artisti che abbiamo avuto l'onore ed il privilegio di ospitare in alcuni brani del disco: Nari, voce straordinaria con cui collaboriamo saltuariamente anche dal vivo. Vincenzo Zitello, figura di riferimento internazionale per l’arpa celtica, un'autentica eminenza grigia. Lorenzo Testa, banjoista dei GADAN e degli Uncle Bard & The Dirty Bastards, realtà fondamentali del panorama folk. Il lavoro su Baravantan è concluso, ma la progettazione del prossimo capitolo è già iniziata».