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FAVRIA - Ci sono gesti che nascono dal cuore e non conoscono ferie. Giuseppe Bellone Cappuccio, donatore della Fidas Gruppo Comunale di Favria, era in vacanza a Roma quando ha letto sui social che la carenza di sangue non va mai in vacanza. Quelle parole gli sono entrate nell’animo. Perché la voglia di donare non è soltanto una scelta: è un sentimento profondo, una voce silenziosa che ti dice: «Se posso aiutare, devo farlo». E così Giuseppe ha teso il suo braccio all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Lontano da Favria, ma vicino a chi aveva bisogno.

Un gesto semplice, prezioso, che porta con sé anche un pezzetto Un braccio che non va mai in vacanza. Un saluto speciale dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove il nostro donatore di sangue favriese Giuseppe Bellone è stato accolto calorosamente. Anche qui, purtroppo, il sangue serve e la carenza si fa sentire. E Giuseppe, anche se in ferie e lontano da Favria, non ha voluto far mancare il suo prezioso contributo: si trovava a Roma e ha scelto di donare il sangue. Un gesto semplice, ma grandissimo. Perché donare non conosce ferie, distanza o vacanze: quando c’è bisogno, un donatore risponde presente.

E c’è un motivo in più per sottolineare questo gesto: Giuseppe Bellone è il fratello minore del Sindaco di Favria. Un legame con il nostro paese che, anche lontano da casa, si trasforma ancora una volta in un messaggio concreto di solidarietà. Grazie Giuseppe. Hai dimostrato che essere donatore significa portare con sé, ovunque si vada, la voglia di fare del bene e di aiutare chi ne ha bisogno. Perché un braccio teso può diventare una speranza, un donatore, anche in vacanza, può fare la differenza. Hai dimostrato che un vero donatore porta la solidarietà con sé, ovunque vada, le vacanze possono fermare i nostri passi, ma non la voglia di fare del bene. (Giorgio Cortese)