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FORNO CANAVESE - Sessantasei anni di storia all'insegna della solidarietà. Domenica 19 luglio 2026 il Gruppo Comunale FIDAS-ADSP di Forno Canavese ha celebrato la propria Festa Sociale, appuntamento tradizionale che ogni anno riunisce donatori, volontari, autorità e associazioni del territorio per fare il punto sull'attività svolta e guardare alle sfide future.

Fondato nel 1960, il gruppo rappresenta oggi una realtà consolidata del volontariato locale. Con circa 150 iscritti e un numero di donazioni che oscilla annualmente tra le 200 e le 220, FIDAS Forno continua a garantire un contributo prezioso alla raccolta di sangue e plasma, indispensabili per il sistema sanitario.

La giornata si è aperta al Salone della Filarmonica Fornese con il saluto del presidente Giovanni Bertot, che ha espresso il proprio ringraziamento ai donatori e a tutti coloro che hanno preso parte alla manifestazione: le autorità civili e militari, i rappresentanti dei gruppi FIDAS della Zona 2, il maresciallo dei Carabinieri, la Filarmonica Fornese, il vicesindaco Alessandro Giacomo Gaudio, il capozona FIDAS Demis Carlino e i volontari dell'AIB Protezione Civile di Forno Canavese.

Durante la cerimonia è stato letto il messaggio della presidente regionale FIDAS Piemonte, Floriana Pretto, assente per impegni istituzionali. Nel suo intervento ha ricordato come i donatori siano il cuore dell'associazione, ribadendo la necessità di incrementare soprattutto le donazioni di plasma, ancora insufficienti per raggiungere la piena autosufficienza regionale. La presidente ha evidenziato che, nonostante l'aumento delle plasmaferesi, il 2025 ha registrato un calo significativo delle donazioni di sangue intero, una tendenza confermata anche nei primi mesi del 2026. Da qui l'invito ai donatori a proseguire con costanza il proprio impegno e a coinvolgere nuove persone nella cultura della donazione.

Un concetto ripreso anche dal presidente Bertot, che ha sottolineato come la promozione più efficace resti quella fatta dai donatori stessi. «La vera propaganda la fanno i donatori. Basta dire a un amico: "Vieni anche tu, prova". Donare non è difficile e può davvero salvare una vita», ha affermato.

Tra gli aspetti più incoraggianti emersi durante la festa è stata ricordata la prima donazione effettuata, proprio nei giorni precedenti, da due giovani di Forno Canavese. Un segnale positivo che conferma l'importanza di investire sul ricambio generazionale. Anche il capozona FIDAS Demis Carlino ha ribadito la necessità di coinvolgere sempre più giovani, sottolineando come il futuro dell'associazione dipenda dalla capacità di trasmettere i valori del volontariato e della solidarietà.

Nel corso della mattinata il presidente Bertot ha inoltre ringraziato pubblicamente l'Amministrazione comunale per il sostegno fornito nell'adeguamento della sede sociale. Grazie al lavoro dei volontari, al contributo di cittadini e alla collaborazione del Comune, la sede è stata recentemente certificata e risulta ora pienamente conforme ai requisiti richiesti. Il vicesindaco Alessandro Giacomo Gaudio ha ricambiato i ringraziamenti, confermando la vicinanza dell'Amministrazione comunale al gruppo e riconoscendo il valore del servizio svolto quotidianamente dai donatori a beneficio dell'intera collettività.

Il Gruppo FIDAS di Forno Canavese è guidato da un direttivo composto da volontari impegnati durante tutto l'anno nell'organizzazione delle attività associative e nella promozione della cultura della donazione. Ne fanno parte il presidente Giovanni Bertot; le vicepresidenti Simona Francesca Bertot e Carmen Giacomina Garofolo; il segretario Edoardo Biasibetti; il tesoriere Edoardo Mancuso; i revisori dei conti Gianfranco Luca Biasibetti, Paolo Marietti e Teresa Saporito; i consiglieri Gian Piero Bertot, Ricci Faggiani, Enrico Grosso, Gaetano La Rosa, Stefano Moia e Fabrizio Turigliatto; responsabile Giovani Michele Bertot.

Come da tradizione, uno dei momenti più sentiti della Festa Sociale è stato quello dedicato alla consegna delle benemerenze ai donatori che hanno raggiunto importanti traguardi.

Per l'Attestato di Benemerenza (6 donazioni donne e 8 uomini) sono stati premiati Iulian Boghean, Marcel Budau, Gioele Ferrando Battistà, Davide Grandinetti, Juri Kaciu, Mark La Rosa, Cristian Mettifogo e Cristian Poma.

La Goccia di Bronzo (13 donazioni donne e 16 uomini) è stata assegnata a Giansalvatore Algieri, Alessandro Grosso, Alessandro Mancuso, Rocco Racco, Tatiana Tarnovschi e Fabrizio Turigliatto.

La Goccia d'Argento (20 donazioni donne e 24 uomini) è andata a Luca Bertot, Michele Bertot, Claudio Bornancin, Andrea Cancian, Fabrizio Caligiuri, Angelo Longoni e Miriam Cris Peradotto.

Per la Goccia Dorata (40 donazioni donne e 50 uomini) sono stati premiati Simona Francesca Bertot, Susi Ferrero e Walter Giovannini.

Il Cuore Dorato Rosso (60 donazioni donne e 75 uomini) è stato conferito a Claudio Briatto e Angelo Briatto, mentre il Cuore Dorato Blu (100 donazioni donne e 125 uomini) è stato assegnato a Carmen Garofolo e Gianluca Rizzi.

Le benemerenze sono state attribuite in base alle donazioni effettuate fino al 31 dicembre 2025. La celebrazione è proseguita con la deposizione della corona d'alloro al Monumento al Donatore, la Santa Messa in memoria dei donatori scomparsi e il tradizionale pranzo sociale presso il salone della Pro Loco di Pratiglione, accompagnato dalla Filarmonica Fornese.

La Festa Sociale ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un'importante occasione per ribadire quanto il fabbisogno di sangue e plasma resti costante. Ogni giorno queste risorse risultano indispensabili per interventi chirurgici, terapie oncologiche, emergenze e cure di numerose patologie. Per questo il Gruppo FIDAS di Forno Canavese rinnova il proprio invito, soprattutto ai più giovani, ad avvicinarsi alla donazione. Un gesto semplice, gratuito e sicuro che richiede poco tempo ma può fare la differenza per molte persone.

L'associazione ricorda inoltre i prossimi appuntamenti con la raccolta sangue: domenica 11 ottobre, dalle 8 alle 11, e sabato 17 ottobre presso il Distretto ASL 9, al piano terra dell'ex scuola media di via Truchetti 24. Da oltre sessant'anni FIDAS Forno Canavese rappresenta un punto di riferimento per il territorio. Una storia costruita grazie alla generosità di centinaia di volontari e destinata a continuare, perché ogni nuova donazione può trasformarsi in una concreta possibilità di vita per chi ne ha bisogno. (Giorgio Cortese)