PONT CANAVESE - Le classi terza A e terza B della scuola secondaria di primo grado di Pont Canavese sono state premiate giovedì scorso, 23 aprile, al Teatro Regio di Torino per il progetto «Die Musik, la Musique, la Musica, una lingua che unisce 2026». L’iniziativa è stata proposta dall’Ufficio Scolastico Regionale, in collaborazione con il Teatro Regio e l’Institut Français. Il denominatore comune è stata la lingua francese unita alla musica, in particolare all’opera «La Cenerentola» di Rossini.
Le professoresse di francese e di musica, Deborah Seren Gai e Beatrice Pascale, coadiuvate dal vicepreside, Simone Sandra, e dalla professoressa Sabrina Pecchenino, hanno accolto con entusiasmo la proposta e, dopo la visione al Teatro dell’opera rossiniana con gli alunni, hanno realizzato una rivisitazione in chiave moderna della celebre storia. Gli studenti sono stati i protagonisti del video «Cenerentola 2.0», in cui una moderna Cenerentola risponde a virtuali follower, offrendo consigli su tematiche giovanili emergenti e anche complesse, come il bullismo, l’isolamento dal gruppo dei pari, la costruzione del proprio futuro, l’affettività, i diritti fondamentali umani. «Una bella lezione di educazione civica, insomma, in cui le conoscenze disciplinari si sono unite a quelle trasversali e digitali, dando origine a un elaborato interattivo e accattivante - spiegano dalla scuola di Pont Canavese - Una sinergia di forze, anzi, forse si addice di più, “un concerto”».
Il video ha visto anche la collaborazione del Collège Albert-Châtelet di Douai, paese vicino a Lille, in quanto è stato interamente realizzato in lingua francese: «È stata questa, quindi, un’occasione per unire la realtà scolastica di Pont a quella di un paese francese, distante un migliaio di chilometri, ma così simile paesaggisticamente a quello canavesano, e ha permesso di creare una rete, per ora virtuale, ma che si potrà materializzare nel prossimo futuro con uno scambio culturale - aggiungono dalla secondaria di primo grado di Pont - È nata un’amicizia che ha permesso di sentire gli alunni cittadini del mondo, travalicando i confini geografici. Un progetto, dunque, al di là del “primo premio” e del “premio speciale per lo stile interpretativo contemporaneo”, in cui gli alunni hanno messo anima e cuore, amando sempre di più lo studio della lingua francese e della musica e, in generale, dell’arte, dell’espressione di Sé. Citando Henry Miller, proprio quest’ultima “insegna il senso della vita”».








