La lotta “senza se e senza ma” contro la centrale a biomassa del Vallesusa prosegue. E, se per caso, s’intravedono all’orizzonte possibili ritorni per i rivarolesi, guai a piegarsi. Il Comitato non bruciamoci il futuro, questa mattina, ha fatto sapere che il sindaco di Rivarolo si è rimangiato (a detta loro), nell’incontro tra le parti, quanto dichiarato sulla possibilità di ottenere il riscaldamento gratuito (per gli edifici pubblici) dalla Gdf-Suez. Una sorta di “compensazione”. Di quelle che sono prassi in tutte le amministrazioni del mondo. A Rivarolo evidentemente no. 
 
Sebbene nessuno abbia intenzione di “barattare” la salute pubblica con delle compensazioni economiche (cosa che era chiara a chiunque anche prima della campagna elettorale), assodato che le emissioni della centrale NON hanno sforato i limiti di legge secondo i dati dello Sme presi in esame e validati dall’Arpa, a oggi NON sussistono motivi per CHIUDERE la centrale Gdf-Suez. Non lo può fare il Comune e nemmeno la Provincia (l’ente che ha concesso le autorizzazioni quasi dieci anni fa). Gli esposti presentati alla procura della Repubblica di Ivrea nei mesi (e negli anni) scorsi, fino a questo momento NON hanno prodotto alcun risultato utile per procedere alla chiusura dell’impianto. Nonostante i dubbi, le problematiche di trasparenza e quant’altro.
 
Di fronte alla possibilità che la centrale continui a produrre energia elettrica e (si spera) calore per la città di Rivarolo, il neo sindaco Alberto Rostagno, quasi sicuramente non appoggiato alle urne dai comitati ambientalisti, ha annunciato quello che QUALUNQUE sindaco con la testa sulle spalle tenterebbe di fare al confronto dell’azienda: ottenere qualcosa anche per la città che, al momento, da quell’impianto, subisce SOLO ed esclusivamente un danno. Prendere posizione contro questa idea, annunciando che il sindaco Rostagno “ha chiarito che gli articoli di stampa non rispondevano ai concetti da lui espressi”, significa, in breve, che piuttosto di ottenere il riscaldamento gratis per gli edifici pubblici (scuole comprese), meglio continuare a pagarlo. E, per giunta, continuare a pagarlo alla Gdf-Suez. Con tanti salute alle tasche dei rivarolesi.
 
Una visione leggermente “tafazziana”. La battaglia per la salute pubblica è sacrosanta ma non può essere un muro contro muro. Tanto che lo stesso Rostagno, dopo il comunicato del Comitato, ribadisce: «Abbiamo chiesto all’Arpa i dati delle emissioni. Se la centrale è dannosa prenderemo i provvedimenti del caso. Se non è inquinante agiremo in altro modo, anche con le compensazioni necessarie». Più chiaro di così... E il riscaldamento gratis è solo una delle compensazioni possibili...

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