Villa sinti abbattuta a Ivrea, plauso del Ministro dell'Interno che però dimentica il sindaco sotto scorta

IVREA - Tiene banco la demolizione della villa abusiva di San Giovanni a Ivrea. Anche il ministro dell'interno, Matteo Piantedosi, ha postato via social la notizia dello sgombero, accompagnandola da questo testo: «È stata sgomberata e abbattuta la villetta abusiva limitrofa al campo nomadi di San Giovanni, a Ivrea, occupata da una coppia di coniugi di origine sinti. Le operazioni sono state svolte da Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza. L'abuso edilizio era conosciuto da tempo ed era stato denunciato anche da una nota trasmissione televisiva: una troupe si era recata sul posto in due occasioni lo scorso anno per realizzare delle riprese ma era stata aggredita da uno degli occupanti e da alcuni suoi familiari, che avevano minacciato di investire i giornalisti e gli agenti presenti».

Nessuna parola sul sindaco di Ivrea che da due mesi vive sotto scorta (su decisione del Prefetto di Torino) proprio a causa della delicata situazione, frutto della decisione del Comune di procedere allo sgombero e all'abbattimento della villa.

«Piena solidarietà a Matteo Chiantore», invece, dal Presidente della Commissione Legalità del Consiglio Regionale del Piemonte, Domenico Rossi: «La notizia dell'assegnazione della scorta al sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, a seguito delle minacce e delle tensioni legate all'abbattimento di una villa abusiva, desta profonda preoccupazione e impone una reazione ferma e unitaria da parte di tutte le istituzioni piemontesi. Quando un sindaco compie atti dovuti contro l'abusivismo edilizio e viene per questo minacciato al punto da rendere necessaria una misura di protezione, non è solo una persona a essere colpita: è l’intera architettura democratica e la presenza dello Stato sui territori a trovarsi sotto attacco».

«La vicenda di Ivrea – sottolinea il presidente Rossi – non è purtroppo un caso isolato. Come certifica puntualmente il report annuale "Amministratori sotto tiro" promosso da Avviso Pubblico, sindaci, assessori e consiglieri comunali rappresentano costantemente il primo e più esposto presidio democratico del Paese. Sono le donne e gli uomini in prima linea che, spesso senza tutele adeguate e con risorse scarse, si trovano ad arginare arroganze, illegalità diffusa e pressioni criminali pagando prezzi altissimi nella propria vita quotidiana e familiare. “Nessun amministratore deve essere lasciato solo. Chi sceglie la strada della trasparenza e del rispetto delle regole deve sentire forte, concreta e visibile la presenza di tutte le istituzioni a ogni livello. L'abbattimento dell'abusivismo è un segnale di civiltà e rispetto per tutti i cittadini onesti, e nessuna minaccia potrà fermare chi amministra con la schiena dritta», conclude il presidente.