Abbiamo scelto tre personaggi per l'anno che va a concludersi. Tre personaggi che, in modi diversi, hanno significato qualcosa per il nostro Canavese. A partire dal piccolo Loris, il bimbo di Cuorgnè che a febbraio sarà operato negli Stati Uniti. Quell'operazione, che potrebbe permettergli di salvare una gamba, è stata finanziata dall'intero territorio. Un evento di proporzioni epocali in una realtà come la nostra, da sempre contraddistinta da un «particolarismo» locale che è frutto soprattutto di storiche divisioni. Ebbene, il piccolo Loris (6 anni!), con la sua storia e i suoi occhioni, è riuscito nell'impresa di mettere tutti d'accordo. Certo, la solidarietà, per fortuna, non guarda in faccia a nessuno. Ma arrivare a raccogliere più di 200 mila euro coinvolgendo Comuni, associazioni, Pro loco, volontari e singoli cittadini non è cosa da poco. Anzi, qui non era mai successo. A Loris, al quale auguriamo davvero di poter tornare a correre come tutti i bimbi della sua età, va tutto il merito di aver aver portato alla luce il grande cuore del Canavese, unendo un territorio come mai prima d'ora.
 
A dicembre Castellamonte ha concesso la cittadinanza onoraria a Giovanna Tinetti, astrofisica tra le personalità scientifiche più influenti del 2019, nota al mondo intero per aver scoperto la presenza di acqua e metano sul pianeta extrasolare K2-18b, un gigante gassoso che si trova a 63 anni luce dalla Terra. Originaria proprio della città della ceramica, già studentessa del liceo Aldo Moro di Rivarolo Canavese, Giovanna Tinetti grazie alla sua costanza ha fin qui fatto una carriera di eccezionale valore. Sempre con Castellamonte nel cuore, come lei stessa ha ammesso di fronte ai ragazzi delle scuole. Alla consegna della cittadinanza onoraria ha ringraziato così la «sua» comunità: «Non posso che pensare in questo momento ai miei genitori, purtroppo se ne sono andati prima di vedere che tutto sommato studiare fisica teorica non era un'idea così balzana. Allora erano molto preoccupati e, col senno di poi, li capisco perchè la carriera accademica è difficile. Mio papà è mancato prima di vedere che questo sogno, alla fine, l'ho realizzato. Quindi dedico a loro questa giornata e questo riconoscimento».
 
E poi c'è Egan Bernal, il «piccolo grande» campione di ciclismo. Il 27 luglio vince il Tour de France ad appena 22 anni. Il colombiano ha «esportato» la passione «Made in Canavese» per il ciclismo nell'anno in cui il Giro d'Italia (che non ha corso per un infortunio in allenamento) è arrivato a Ceresole Reale ed è ripartito da Ivrea. Al DS Giovanni Ellena, canavesano doc di Pertusio, si deve il merito di averlo portato nelle nostre zone per essere seguito da vicino nella sua crescita sportiva, permettendo di far nascere la favola di Egan Bernal con il Canavese. Il ragazzo, prima a Buasca (San Colombano Belmonte) e poi a Cuorgnè ha imparato a conoscere il nostro territorio, ad amarlo e a farsi amare. Non a casa il suo fan club, con sede a Rivara, era presente a Parigi per la premiazione del Tour così come sulle strade del Gran Piemonte, partito da Agliè (guarda caso, ancora in Canavese) e vinto a mani basse da quel ragazzo timido ma determinato, diventato ormai un campione. Assoluto.

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