CUORGNE' - Sbarre alle finestre: Comune denunciato per violenza
Violenza privata e abuso d’ufficio. Sono le accuse mosse contro il Comune di Cuorgnè da Antonio V., 50 anni, da quindici residente in un alloggio di vicolo Trinità. Un alloggio di proprietà del Comune dove, a inizio dicembre, sulle finestre e sulle porte che danno verso il cortile interno, sono spuntate delle invalicabili inferiate. L'uomo si è sentito «murato vivo» e ha presentato denuncia ai carabinieri di Rivarolo.
 
Secondo l’ufficio tecnico del Comune il cortile in questione è di proprietà della casa di riposo «Umberto I» e non può essere utilizzato in nessun modo dai residenti del palazzo di fronte. «Ma il Comune non ha mai contestato nulla in precedenza – spiega l’avvocato Daniela Dematteis che segue il cuorgnatese – abbiamo avviato un dialogo con l’ufficio tecnico per capire come risolvere la questione ma, dopo mesi, non è arrivata risposta». Da qui la decisione di procedere con la denuncia. Dei reati ipotizzati, sarà probabilmente chiamato a risponderne il responsabile dell’ufficio tecnico che, a fine novembre, aveva preannunciato l’installazione delle inferiate. Il cinquantenne, stando alla denuncia, lamenta di essere stato murato in casa: non può uscire per prendere una boccata d’aria, aprire o chiudere le ante delle finestre. E se dovesse scoppiare un incendio, avrà solo la possibilità di scappare dalla porta principale.
 
 
«Stiamo parlando di una struttura di edilizia popolare di proprietà del Comune – dice il sindaco Beppe Pezzetto - dalla direzione della casa di riposo abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di utilizzo improprio del cortile. Per tutelare l'incolumità degli anziani, abbiamo limitato l'accesso dalle nostre abitazioni, senza impedire, all'attuale utilizzatore, la normale apertura e chiusura di porte e finestre». L’ufficio legale del Comune è già al lavoro: «Stiamo cercando la quadratura del cerchio di una situazione, come s’intuisce, paradossale».