
IVREA - Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera scritta dai pazienti della dialisi di Ivrea e Castellamonte che segnalano alcune importanti criticità del servizio. Molto è già stato detto e scritto sulla situazione della dialisi in Canavese, ora anche i diretti interessati hanno deciso di far sentire la loro voce.
1) Dal 1 marzo era stata stipulata una convenzione con la CRI di Castellamonte al fine di avere un’ambulanza dedicata in caso di necessità di trasporto urgente di pazienti emodializzati instabili, convenzione che peraltro non era valida per tutta la giornata ma soltanto dalle 9.00 alle 18.00.
Dopo pochi mesi è stato deciso dalla direzione di non rinnovare tale convenzione, per i costi troppo elevati e perchè, a detta loro, il numero di chiamate effettuate era troppo esiguo per giustificare il costo del servizio; pertanto in caso di necessità il medico nefrologo di guardia c/o il PO di Castellamonte deve chiamare il 112, come avverrebbe nel caso in cui un paziente fosse al domicilio.
Ovviamente anche i tempi di attesa di arrivo dell’ambulanza sono gli stessi della chiamata dal domicilio, perciò se l’ambulanza è disponibile l’arrivo è immediato, se invece è impegnata in un altro soccorso il tempo d’attesa si prolunga.
Chiaramente, per i pazienti dializzati, che si trovano già in una condizione di instabilità emodinamica legata al trattamento emodialitico stesso, un’attesa prolungata dell’ambulanza in caso di complicanze cardiologiche gravi può risultare fatale. Evidentemente il costo di una vita umana non vale quello di un’ambulanza!
2) In data 28 agosto, per un guasto all’osmosi (la macchina che, depurandola, rende ultrapura l’acqua usata per preparare il liquido di dialisi) la dialisi di Castellamonte è stata momentaneamente chiusa per due settimane, trasferendo tutti i pazienti nel PO di Ivrea, Caluso e Ciriè.
Per tutta la durata di queste due settimane sono stati fatti “straordinariamente” turni serali dal personale sanitario per poter dializzare tutti i pazienti. Questo ha comportato disagi per i pazienti, che si sono visti sballottare per tutto il Canavese, oltre che un numero considerevole di ore di straordinario per tutti gli operatori sanitari coinvolti.
3) I pazienti che sono rimasti a dializzare ad Ivrea, che ad una prima analisi possono sembrare i più fortunati perchè dializzano comunque in un ospedale, quindi in un ambiente protetto, devono dializzare con delle metodiche di depurazione del sangue inferiori rispetto a quelli che dializzano a Castellamonte.
Ma quel che è peggio è che queste metodiche danno anche una minore stabilità emodinamica. In parole semplici, la dialisi ad Ivrea “pulisce” meno il sangue e fa abbassare di più la pressione durante il trattamento, con il rischio di eventi cardiovascolari!
Ma perchè questa scelta sfortunata? La direzione sanitaria, senza coinvolgere minimamente i medici che lavorano quotidianamente in dialisi ad Ivrea, ha deciso di utilizzare ad Ivrea delle apparecchiature per l’osmosi più piccole di quella di Castellamonte; essendo più piccole (e meno costose!) queste apparecchiature riescono a depurare una quantità inferiore di acqua rispetto all’osmosi di Castellamonte, e quindi le metodiche di dialisi che si possono utilizzare devono essere più semplici, perchè le osmosine di Ivrea possono preparare una quantità minore di acqua per la dialisi. In pratica come montare su una Ferrari il motore di una Punto!














