
CIRIE' - «La salute dei cittadini passa da cibo sano» è lo slogan che ha riunito questa mattina a Ciriè i sindaci del Canavese e del Ciriacese, l’Asl To4 e gli agricoltori della Coldiretti in un convegno che ha sancito la necessità di intensificare le azioni di educazione alimentare rivolte ai cittadini.
All’incontro, organizzato dal Comune di Ciriè, hanno partecipato la sindaca Loredana Devietti Goggia; il direttore generale dell’Asl To4, Luigi Vercellino; il direttore del Dipartimento prevenzione della stessa ASL, Stefano Stanzione; il dirigente medico Lorenzo Vola; l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano; e il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici. Le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, hanno registrato insieme un videomessaggio, mentre il consigliere metropolitano Ugo Papurello ha portato i saluti della Città Metropolitana citando la piaga dei campi fotovoltaici che sottraggono terreni all’agricoltura.
I lavori hanno messo in luce come nei territori piemontesi sia in atto una vera e propria epidemia di malattie connesse anche alla cattiva alimentazione, come diabete, patologie cardiovascolari e oncologiche. A questo proposito, il direttore dell’Asl To4 ha spiegato che su un miliardo di bilancio complessivo, metà viene impiegato per curare malattie correlate a stili di vita errati e, di conseguenza, a un’alimentazione non bilanciata, troppo spesso basata su cibi ultraformulati.
Dal presidente di Coldiretti, Prandini, è arrivato l’annuncio che l’organizzazione sindacale chiederà di inserire nella legge di bilancio le risorse per aumentare il consumo di prodotti a chilometro zero nelle mense scolastiche e ospedaliere, nonché per istituire presso il Ministero dell’Agricoltura un dipartimento che si occupi in modo specifico di educazione alimentare, con le scuole come prime destinatarie. «Ma nello stesso tempo – ha sottolineato – si deve svolgere un’azione forte in tutto il Paese per far tornare a crescere il consumo di prodotti naturali dei nostri territori che non abbiano subito trasformazioni tali da eliminare i componenti nutrizionali utili al nostro corpo, in particolare al nostro microbioma».
Il presidente di Coldiretti Torino, Mecca Cici, ha ricordato le azioni già messe in campo: dalla giornata di incontro tra i medici del Regina Margherita e gli agricoltori di Campagna Amica alla giornata dell’alimentazione organizzata all’ospedale San Luigi di Orbassano, passando per i convegni con l’ASL TO4 a Bosconero e con l’ASL TO5 a Carmagnola. Ha inoltre citato il progetto di prevenzione della salute alimentare per le scuole del Torinese, il corso di medicina culinaria organizzato con i dietisti al mercato di Corso Racconigi di Campagna Amica e le varie iniziative promosse sul territorio. «La cura per la salute dei cittadini – ha sottolineato Mecca Cici – va di pari passo con il rispetto per il lavoro degli allevatori e degli agricoltori, che dal proprio lavoro devono trarre un equo compenso e non essere messi da parte dall’importazione di cibi a basso costo provenienti da Paesi dove non sono rispettati i nostri standard di sicurezza alimentare».
Per la sindaca di Ciriè, Loredana Devietti Goggia, «la tradizione agricola non è qualcosa che appartiene soltanto al passato, né deve essere intesa come un insieme di pratiche da conservare immutate. È un patrimonio di conoscenze costruito nel tempo, che può e deve dialogare con la ricerca, con le nuove tecnologie e con le scienze. L'esperienza di chi lavora la terra da generazioni può incontrare strumenti e metodi nuovi, migliorare i processi produttivi, tutelare le risorse naturali e offrire prodotti sempre più sicuri e di qualità».
«Quando diciamo che un prodotto è buono – sottolinea la sindaca Loredana Devietti Goggia - non dovremmo pensare soltanto al suo gusto, alla sua qualità gastronomica o al piacere che ci regala a tavola. Un alimento è davvero buono quando fa bene anche al nostro organismo, quando contribuisce alla nostra salute, quando nasce da una filiera attenta e responsabile, quando rispetta il lavoro di chi lo produce e l'ambiente in cui viene realizzato. Il cibo, insomma, non è soltanto una questione di gusto. È una questione di salute pubblica, di cultura, di economia e di sostenibilità e riguarda le nostre abitudini quotidiane, le scelte che compiamo ogni giorno».
«Vogliamo portare anche nei nostri territori – ricorda Carlo Loffreda, direttore di Coldiretti Torino – quella cultura della prevenzione attraverso il cibo sano che viene chiesta dal mondo sanitario. Siamo consapevoli del ruolo centrale che può giocare la nostra agricoltura nell’offrire alimenti di sempre maggiore qualità a tutti i cittadini, nessuno escluso. E su questi principi non possiamo accettare nessun passo indietro dalla politica e soprattutto dalle istituzioni europee che sono le prime a doverci tutelare dall’import sleale, dai cibi artificiali e dai cibi ultraformulati».


















