
TONENGO DI MAZZE' - C'era tutto il paese, oggi pomeriggio, nella chiesa parrocchiale San Francesco d'Assisi di Tonengo di Mazzè, gremita dentro e fuori, per l'estremo saluto a Luca Bramard, lo sfortunato 21enne che ha perso la vita domenica scorsa a seguito di un incidente stradale con la moto. Una comunità unita al dolore della mamma Cristina, del papà Walter, della sorella Gaia e di tutti i famigliari.
Il feretro è arrivato sul sagrato della chiesa scortato da decine e decine di motociclette. Il rombo dei motori e un lungo applauso hanno fatto da cornice all'inizio delle esequie.
E' toccato a don Alberto Carlevato officiare la cerimonia: la sua ultima Messa, visto che da domani sarà il nuovo parroco di Bosconero e San Benigno Canavese. All'uscita dalla chiesa, la bara bianca è stata nuovamente accolta dal rombo dei motori delle motocicletta, da un lungo applauso e dal lancio di palloncini rossi e blu. C'erano i colleghi delle Poste, che hanno lasciato la maglietta di Luca sul feretro prima dell'ingresso in chiesa; c'erano i coscritti; c'erano anche i vigili del fuoco di Chivasso, schierati sul sagrato.
E poi tanti, tantissimi giovani, amici e semplici conoscenti di Luca che, come ha dimostrato la massiccia presenza, ha lasciato davvero un vuoto enorme.
«Conoscevamo Luca da quando avevamo 5 anni, abbiamo frequentato elementari e medie insieme - raccontano Leonardo Mondino, Gabriele Anzola, Nicolò Mensa, Davide Schizzerotto - in questi anni ci ha sempre divertito e stupito con la sua continua voglia di mettersi alla prova e di mostrare le sue capacità in tutti gli ambiti, a partire dalle elementari a giocare a palla prigioniera, alle medie con i pomeriggi passati tra i videogiochi e giri in bici nei boschi, fino agli ultimi anni in cui si è dedicato alla palestra, alla passione per le due ruote ma soprattutto all’aviazione con il sogno un giorno di diventare pilota. Spesso immaginava che un giorno saremmo andati insieme in vacanza con lui alla guida dell’aereo. Per la maggior parte dei suoi amici era conosciuto come Ronchi, nick name che utilizzava da quando iniziammo a giocare tutti insieme alla Playstation».
«Per molti poteva sembrare una persona riservata, ma per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che ogni volta che lo vedevi aveva sempre la battuta pronta ed era sempre pronto ad accompagnarti in qualsiasi avventura, dal fare festa al trovarsi a casa di qualcuno in compagnia. Lo ricordiamo per la sua intraprendenza a viaggiare in giro per l’Europa: a 17-18 anni è andato in Inghilterra tre mesi per poter imparare l’inglese ed essere pronto per andare in Ungheria a seguire i primi passi per diventare pilota, spesso ci ha raccontato della sua routine e della dieta unica in cui mangiava un sacco di uova, mattino, pranzo e cena. Sicuramente il momento di maggiore orgoglio, sia per lui che per noi come amici, è stato quando ci ha condiviso un video nel quale pilotava il suo primo aereo monoposto leggero, momento in cui ha realizzato un suo piccolo grande sogno. Negli ultimi mesi si stava preparando per affrontare l’esame per entrare nell’Aeronautica militare».
«Porteremo sempre in noi il ricordo di un ragazzo sempre disponibile, di cuore, sensibile e difficile da dissuadere dalle sue convinzioni che in qualche modo davano forma alla sua persona. Soprattutto per il suo motto di vita per ogni situazione che affrontava: “fra è easy”. Ci mancherai Ronchi».



















