ROCCA CANAVESE - Missione compiuta per Andrea: raggiunto Capo Nord in bici per aiutare la ricerca sul cancro - FOTO

ROCCA CANAVESE - «Se aiuti qualcuno, aiuti tutti». E' il celebre aforisma-insegnamento dato a Peter Parker da Zia May nel film «Spider-man». Non ha di certo i superpoteri dell'Uomo Ragno, il giovane canavesano, Andrea Chiadò Puli. Tuttavia, con spirito di sacrificio, generosità, preparazione atletico-psicologica e soprattutto tanta voglia di dare una mano a chi ha più bisogno ha comunque compiuto un'impresa speciale. Il 27enne, che vive e lavora a Rocca Canavese, è partito lo scorso 31 luglio dalla borgata Piane e ha raggiunto domenica 23 agosto in bici Capo Nord (in Norvegia, oltre il Circolo Polare Artico).

Un'avventura di 4120 chilometri con un solo obiettivo: raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. Il suo tour solidale, Drac26, si è infatti legato alla Rete del dono, piattaforma di crowdfunding e personal fundraising per supportare progetti di utilità sociale degli enti del Terzo Settore. Con la sua amata due ruote, in solitaria e senza assistenza esterna, Andrea ha attraversato 9 Nazioni: l'Italia, ovviamente, la Svizzera, il Lichtenstein, l'Austria, la Germania, la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e la Norvegia. Calcolatrice alla mano ha affrontato un percorso con un dislivello complessivo di 30mila e 820 metri. Ha pedalato per 24 giorni, rimanendo in sella per 180 ore.

«E' un'avventura che si è conclusa nel migliore dei modi possibili - ci racconta il ciclo-viaggiatore Andrea Chiadò Puli - L'arrivo a Capo Nord è un momento che porterò per sempre nel mio cuore. E' stata una soddisfazione enorme, un sogno coronato. Ho percorso gli ultimi 66 chilometri da Honningsvag tra salite e discese pazzesche. C'erano le nuvole, ma poi sono spuntati dei raggi di sole. E' stato incredibile. Sulla riva finale avevo letteralmente i brividi per l'emozione. In quel momento ho capito che ce l'avevo veramente fatta. Mentre percorrevo gli ultimi metri ho pensato a mamma e papà, alle corse che hanno fatto per me e a tutto l'amore che mi hanno sempre dato. Non sarò mai in grado di ringraziarli abbastanza per tutto quello che hanno fatto per me. Un grazie enorme va a loro, a mio fratello Dario e alla mia ragazza Cecilia. Mi hanno supportato e mi sono stati vicini, dandomi un forte aiuto soprattutto nei momenti difficili del viaggio, quando sono capitati degli imprevisti o pioveva a dirotto».

Andrea Chiadò Puli ha fatto centro anche alla voce solidarietà: «Voglio ringraziare tutto il gruppo di Pedalando per la ricerca. Si tratta di un'iniziativa benefica nata con lo scopo di sostenere la ricerca scientifica oncologica e aiutare la fondazione Airc contro il cancro. Sono fiero di fare parte del loro team. L'anno scorso sono stati raccolti 25mila euro. Quest'anno siamo oltre i 17mila, ma non ci fermiamo qui. Grazie al mio progetto Drac26 sono contento di aver raccolto circa 3900. Spero di raggiungere quota 4mila con le ultime iniziative legate al viaggio a Capo Nord».