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Per quattro giorni, tra il 4 e il 7 settembre, la Valle Vigezzo torna ad essere quello che le vecchie mappe cinquecentesche già definivano: la valle degli spazzacamini.

A Santa Maria Maggiore, capoluogo di questo angolo di Piemonte incuneato tra i canton svizzeri Ticino e Vallese, va in scena la 43esima edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, organizzato dall'Associazione Nazionale Spazzacamini con il Comune e la Pro Loco locale.

Secondo le notizie più fresche, , i partecipanti attesi hanno ormai superato quota 1.400, un numero che conferma la crescita costante di una manifestazione nata nel 1982 da una sfilata di appena una trentina di fumisti e capace di toccare, nell'edizione record del 2023, gli 1.800 partecipanti.

L'appuntamento clou resta la grande parata di domenica 6 settembre, in programma dalle 10 del mattino per le vie e le piazze del centro storico. A guidare per la prima volta nella storia del raduno il corteo sarà quest'anno il Gruppo Folkloristico Frustatori di Ferno, il cui spettacolo si basa sull'antica abilità di far schioccare le fruste oltre il muro del suono, in un'eco diretta delle usanze dei carrettieri che le utilizzavano per richiamare l'attenzione degli animali da traino

Dietro di loro sfileranno le delegazioni internazionali, tutte in abito da lavoro rigorosamente nero fuorché quella olandese, che porta avanti da sempre la tradizione di sfilare in un candido bianco. Il percorso attraverserà la suggestiva Piazza Risorgimento, dove le delegazioni verranno presentate al pubblico, per concludersi dopo un giro completo del centro in Piazza Gennari.

Tra le nazioni più rappresentate spiccano da anni Germania e Svizzera, seguite da Danimarca, Svezia e Austria, mentre non manca la tradizionale delegazione di Chimney Sweeps arrivata dagli Stati Uniti.

Le new entry di questa edizione sono le rappresentative di Montenegro e Macedonia del Nord, che si affiancano per la prima volta al gruppo internazionale. Resta invece confermata l'assenza, ormai da diverse edizioni, delle delegazioni di Russia, Lituania, Ucraina e Moldavia, diretta conseguenza del conflitto che continua a segnare il continente europeo.

Al termine della sfilata, in Piazza Risorgimento va in scena la rievocazione storica della pulitura dei camini, con gli spazzacamini che si arrampicano sui tetti del Centro Culturale Vecchio Municipio e di Villa Antonia, sede del Comune, per rimettere in scena i gesti di un tempo con gli antichi strumenti del mestiere: la raspa, spatola di ferro dal manico a uncino, il riccio, costruito con lamelle a raggiera ricavate dalle molle di vecchi orologi, la squareta, il lungo bastone allungabile a cui veniva agganciato il riccio e ancora il brischetin, lo scopino, la fune, i pesi e per finire il sach, il sacco destinato a raccogliere la fuliggine. Ad accompagnare la rievocazione, l'antico gergo taròm parlato un tempo dagli spazzacamini vigezzini.

Dietro l'atmosfera festosa della manifestazione resta una storia tutt'altro che leggera. Il mestiere dello spazzacamino ha segnato per secoli la vita della valle attraverso ondate di emigrazione verso Francia, Germania, Austria e Olanda, ma è soprattutto tra Ottocento e Novecento che si è consumata la pagina più dura di questa vicenda, quella dello sfruttamento minorile: centinaia di bambini, spinti dalla povertà delle famiglie, venivano mandati lontano da casa per affrontare inverni interi di lavoro usurante, spesso in condizioni di vero e proprio abuso, in attesa di tornare in valle solo a primavera.

A ricordare questa fase drammatica c'è il monumento al Piccolo Spazzacamino a Malesco, dedicato al tredicenne Faustino Cappini, morto folgorato dopo aver toccato dei fili dell'alta tensione mentre segnalava al proprio datore di lavoro di aver terminato la pulizia di un camino.

Ogni anno, durante il raduno, una delegazione rende omaggio alla sua memoria con la deposizione di un mazzo di fiori. Proprio per questo motivo gli organizzatori invitano da sempre a non ridurre la figura dello spazzacamino all'immagine scanzonata e poetica resa celebre da Dick Van Dyke nei panni di Bert in Mary Poppins.

Il programma completo si apre già venerdì 4 settembre, con la proiezione di video dedicati ai raduni passati nel parco di Villa Antonia, la Notte Nera con musica dal vivo nel centro storico e uno spettacolo pirotecnico serale. Sabato 5 è la volta dell'omaggio floreale al monumento di Malesco, di una sfilata e di una messa a Druogno, mentre a Santa Maria Maggiore apre il grande punto ristoro nel parco di Villa Antonia, seguito in serata dalla tradizionale serata in festa.

Dopo la parata di domenica, il pomeriggio prosegue con il concerto dell'Orchestra dei Giovani Musicisti Ossolani diretta dal maestro Alberto Lanza e con un momento dedicato a interviste, premiazioni e ricordi degli spazzacamini presenti.

Lunedì 7 settembre, infine, gli ospiti internazionali si sposteranno per una gita a Orta San Giulio, sul lago omonimo, dove sfileranno lungo le vie del borgo nel tardo pomeriggio, in quella che rappresenta anche un'occasione di promozione turistica per l'intero territorio.

Per chi volesse raggiungere Santa Maria Maggiore evitando i disagi di traffico e parcheggio, resta disponibile il collegamento offerto dalla Ferrovia Vigezzina-Centovalli, che unisce Domodossola e Locarno attraversando la valle: un dettaglio non da poco, considerando che il raduno richiama ogni anno oltre 30mila visitatori da tutta Italia e da diversi paesi europei ed extraeuropei.

Per chi volesse approfondire la storia di questo mestiere oltre i giorni della festa, il Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, unico nel suo genere in Italia, resta aperto tutto l'anno e accoglie da solo più di 10mila visitatori, custodendo la memoria di un lavoro che continua, tra fumo e fuliggine, a essere riconosciuto e valorizzato in molti paesi del Nord Europa.