CANAVESE - La battaglia di Coldiretti contro l’inarrestabile proliferare dei cinghiali in Piemonte arriva a Torino in piazza Castello, sotto la sede della Regione. «Non c’è da stupirsi se oggi siamo qui – ha detto uno dei partecipanti al flash mob – ormai il fenomeno è diffuso, lo si legge ogni giorno sui giornali. Ma noi manifestiamo perché sui giornali non finisca il singolo episodio di qualche cinghiale a spasso in città, ma si parli del fatto che in Italia nel 2021 si muore per colpa degli ungulati». E all’appello lanciato dall’organizzazione dei coltivatori piemontesi si sono uniti anche il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il vice presidente, Fabio Carosso, e l'assessore all'agricoltura, Protopapa, oltre a un nutrito gruppo di sindaci e di consiglieri regionali.

A Torino è intervenuto anche il primo cittadino di Castellamonte, Pasquale Mazza: «E’ importante sostenere la battaglia di Coldiretti per il contenimento dei cinghiali, che stanno creando danni importanti alle coltivazioni e non solo. E’ determinante portare avanti questa campagna senza divisioni. Basta parole. Sono anni che si discute di questa problematica. Abbiamo sentito di promesse e impegni presi da parte di tutti e su tutto, ma alla fine non è stato fatto nulla. Sono passati due mesi dall'assemblea di Ozegna senza che siano state adottate soluzioni concrete. Non ne capiamo il perché, vista la delicatezza del tema. L’economia agricola, come lo sono industria e turismo, rappresenta un settore importante per questo territorio. Va sostenuta. Anche perché i contadini ormai seminano due, tre, quattro volte e sono in forte difficoltà a causa dei danni provocati alle loro colture dal proliferare degli ungulati. I rimborsi sono insufficienti e la burocrazia non facilita le cose nell’ottenerli in tempi celeri. Più che i ristori, tuttavia, è importante il contenimento dei cinghiali che sono tanti, troppi. Bisogna farlo subito. Commercializzare la carne di selvaggina, specie quella di cinghiale, serve ma non nell’immediato. Si vedranno i risultati tra un paio di anni. Serve intervenire adesso: se vanno via contadini e agricoltori dai territori montani questi si spopoleranno e ci “crolleranno” addosso. C’è infine la questione della sicurezza da non trascurare, perché sono in aumento gli incidenti causati dall’improvviso attraversamento di questi animali»​.

«Questa piazza – hanno commentato i presidenti delle commissioni Ambiente, Trasporti e Agricoltura del Consiglio regionale Angelo Dago, Mauro Fava e Claudio Leone – denuncia ciò che dall’inizio del mandato la Lega porta all’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli. I cinghiali sono un problema, lo sono in tutta Italia, tanto che analoghi appuntamenti si stanno svolgendo in ogni piazza, e lo sono più che mai in Piemonte, per caratteristiche territoriali. Metteremo in campo soluzioni di breve periodo per rispondere all’allarme cinghiali, coinvolgendo il mondo venatorio. Le Giunte precedenti hanno nicchiato sulle regole di contenimento per fare un favore elettorale agli ambientalisti, ma quell’accordo non palesato lo paghiamo tutti: agricoltori, allevatori, automobilisti e contribuenti».

«Abbiamo ascoltato con attenzione – hanno aggiunto durante il flash mob i consiglieri cuneesi della Lega Paolo Demarchi e Matteo Gagliasso – i sindaci della Granda saliti sul palco di Coldiretti. La politica regionale è con voi, ci stiamo muovendo perché le risposte non siano dei risarcimenti dei danni provocati ma la prevenzione degli stessi»​. «Con un aumento del 63% di segnalazioni degli agricoltori - concludono i consiglieri della Lega Salvini Piemonte -, che lamentano milioni di danni nei soli primi cinque mesi del 2021, il momento di agire è questo: con la Lega al Governo saremo in prima fila per portare il messaggio di questa piazza con un’azione comune tra Stato e Regioni».​​

 

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