Una pizzeria senza un pizzaiolo è come un autobus senza autista, un bagnino senza un salvagente, un politico senza parole. Qualcosa di impossibile.

Non è così per due soci, Sébastien Roverso e Cyril Hamon, che da nove anni lavorano senza sosta ad un’idea che nel 2018 è arrivata al prototipo definitivo. E adesso, giurano di avere fra le mani una tecnologia pronta a rivoluzionare per sempre l’antica e raffinata arte del pizzaiolo o quella più moderna del fast-food.

I primi due cyber-pizzaioli nella lunga storia della pizza “vivono” e lavorano a Parigi, nei due centri della catena “Pizzeria Pazzi”: il primo all’interno della “Val d’Europe” centro commerciale a Marne-la-Vallée, nei pressi di Disneyland Parigi, e il secondo, aperto da pochissimo, nel centro della Ville Lumière, ad una manciata di passi dalla cattedrale di Notre-Dame.

Nei “primi locali autonomi al mondo” come si presentano le due pizzerie, i robot lavorano in modo instancabile sfornando 80 pizze all’ora. Non hanno bisogno della pausa sigaretta e neanche di andare in bagno, telefonare alla fidanzata o stare a casa se la bambina ha la pertosse. Sono robot, senza cuore e senza altra necessità che non sia quella di ripetere all’infinito gli ordini di un software studiato per pensare a tutto.

I clienti di “Pazzi” non devono fare altro che ordinare una delle 15 pizze presenti nel menù attraverso il tablet di cui è dotato ogni tavolo: il robot provvederà a stendere l’impasto, aggiunge la salsa e gli ingredienti richiesti e infornare. Un minuto e mezzo dopo la pizza viene delicatamente adagiata in una scatola di cartone, e dopo averla tagliata a fette è pronta per il cliente. Inutile aggiungere che dietro il vetro antisfondamento, forse a prova di proteste sindacali, la folla di curiosi nelle due pizzerie è sempre molta: grandi e piccini non importa, ma vedere il talento del pizzaiolo-automa è diventato uno spettacolo serale fra i più apprezzati del momento.

Il lato negativo? C’è. Perché questo sarà anche il futuro, ma assumere, pardon, acquistare un pizzaiolo robot costa circa 500mila euro. A conti fatti, fra stipendio, contributi e tredicesima, si risparmia ad averne uno in carne e ossa, anche se ogni tanto ha bisogno della pausa sigaretta.

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